Coffee service R. & L.: Tutti i segreti per riconoscere un buon caffè

Per riconoscere un buon espresso anche al bar basta dedicare un attimo di attenzione all'esame della "tazzina": la crema deve aver un bel colore nocciola, essere particolarmente densa, tanto che lo strato di zucchero deve scendervi lentamente, e la crema ricomporsi dopo aver girato lo zucchero.
La temperatura del caffè presentato e' molto importante, in quanto il calore permette una maggiore concentrazione di sostanze odorose, diverse a seconda delle miscele utilizzate.
In bocca, poi, con l'associazione delle sensazioni olfattive con quelle del palato, i professionisti ed i veri amanti del caffè riconoscono quello che viene comunemente definito il "flavour" : cioè la ricchezza e la corposità del gusto. Inoltre, essere in grado di riconoscere un buon espresso facilita persino la preparazione del caffè casalingo, anche se i risultati saranno chiaramente diversi poichè diverse e meno sofisticate sono le macchine utilizzate per la preparazione.
Riconoscere la buona qualità del caffè.
Per riconoscere, invece, la buona qualità del caffè in polvere, bisogna metterne un cucchiaino in un bicchiere di acqua: se il caffè è buono la polvere dovrebbe rimanere a galla.
Un pò di sale nel caffè.
Quando si prepara il caffè, per esaltarne il gusto, si deve mettere nell’acqua della caffettiera un granello di sale.
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SALUTE: Bere caffè fa bene al fegato. Lo sostengono studi americani

Altro che rendere nervosi! Sorseggiare una tazzina di buon caffè protegge il fegato contro malattie legate ad un uso eccessivo di bevande alcoliche. Sulle pagine degli Archives of Internal Medicine sono stati pubblicati i risultati di una nuova ricerca che mette in relazione gli effetti "benefici" del caffè sulle persone che abitualmente bevono alcolici. Durante uno studio, coordinato da Arthur Klatsky del Kaiser Permanente Medical Care Program (Hawaii), sono stati seguiti per 20 anni circa 126.000 volontari. I ricercatori hanno riscontrato che i volontari consumatori di una tazzina di caffè al giorno presentavano una riduzione del rischio di cirrosi intorno al 22 %; nei casi in cui le tazzine consumate in un giorno erano due - tre, si registrava un'ulteriore riduzione delle possibilità di cirrosi (-40 %), nei casi in cui le tazzine consumate erano invece quattro il rischio si riduceva addirittura dell'80 %. Per il momento, non si sa ancora esattamente quale sia la sostanza che svolga quest'azione protettiva anche se si suppone che i responsabili siano i diterpeni, particolari anti-ossidanti. Per maggiori informazioni: http://www.coffeeservicerl.it/.
Luigi Pellegrino (Coffee Service R&L)