Le prime tracce di insediamenti umani sul territorio di Nemoli risalgono al V secolo a.C., come testimoniano alcune statuine di bronzo ritrovate sul territorio e rappresentanti guerrieri e animali che fanno pensare alla passata esistenza di una stipe votiva e alla esistenza di una città di origine fenicia chiamata "Irie", i cui abitanti veneravano una divinità maschile. Il primo nucleo abitativo certo risale ai primi secoli dello scorso millennio. Durante il Medioevo Nemoli, allora chiamata "Il Bosco", dipese dapprima dalla città di Lauria, quale Grancia della Abbazia di San Filippo. Poi venne accorpata al territorio di Rivello, di cui costituiva uno dei tre casali insieme a San Costantino e Rotale. Nel 1650 vi si stabilì un folto gruppo di Valdesi, scacciati della vicina Calabria, che incrementò notevolmente la popolazione. Durante il breve governo della Repubblica Partenopea del 1799, quando il comune era menzionato col nome de La Serra, rientrò nell'ordinamento amministrativo del dipartimento del Crati e, a livello più strettamente locale, del cantone di Lauria. Nel 1806, per volontà di Giuseppe Bonaparte, si cominciò a costruire la strada consolare detta delle Calabrie: questa, che attraversava Bosco, portò benessere economico ed incremento demografico. In questi periodo numerosi erano gli opifici quali ferriere, ramiere e mulini. Inoltre, Bosco divenne luogo di ristoro per i carrettieri che vi transitavano. A partire dal 1824, vi furono numerose petizioni e esposti inoltrati alle autorità competenti e al Ministro Segretario di Stato degli Affari Interni che rivendicavano l'autonomia e la costituzione di un comune autonomo da Rivello, ma tutte ebbero risposta negativa, in parte dovuto al fatto che abitanti di Bosco e di Rivello costituivano un'unica e sola parrocchia. Solo un secolo più tardi, dopo che la Commissione degli Affari Ecclesiastici sottopose al Re il bisogno di avere una parrocchia separata, a seguito delle disposizioni vescovili per eliminare le tensioni tra i due abitati, gli abitanti di Bosco ebbero, l'11 ottobre 1938, finalmente una chiesa autonoma, con l'erezione a parrocchia della chiesa di Santa Maria delle Grazie. Al paese venne imposto il cambio il nome da Bosco a Nemoli (nome derivato dal latino "Nemus Olim", ossia "una volta Bosco")con un apposito decreto borbonico appena dopo l'avvenuta distruzione dell'omonimo paese Bosco nel vicino Cilento incendiato e distrutto per essere insorto contro i Borboni nel 1828. (wikipedia). |