Sorge a 794 m s.l.m. su uno sperone roccioso dominante la valle del fiume Sinni (a sud) e la valle del torrente Serrapotamo, suo affluente (a nord), all'interno del Parco Nazionale del Pollino, nella parte meridionale della provincia al confine con la parte settentrionale della provincia di Cosenza. Verso est si erge l'altura denominata "Timpa Angari", alle cui pendici si trova l'ex area archeologica locale (ritrovamento di una tomba di un guerriero italico del VI secolo a.C.). Il centro storico è raccolto sullo sperone roccioso a mo' di anfiteatro, mentre il centro moderno si è espanso velocemente alle pendici del colle. Il territorio comunale è suddiviso in diverse frazioni. Una caratteristica del paese è la presenza di numerose grotte scavate nella roccia, in cui sono conservate le riserve di vino rosso prodotto artigianalmente dai vigneti locali, uno degli elementi fondamentali della gastronomia di Chiaromonte. Confina con i comuni di: Fardella (6 km), Francavilla in Sinni (8 km), Senise (10 km), Teana (11 km), Castronuovo di Sant'Andrea (15 km), Roccanova (17 km), Episcopia e Noepoli (20 km), San Severino Lucano (25 km), Terranova di Pollino (28 km), San Costantino Albanese (29 km), Viggianello (41 km), Morano Calabro (CS) (88 km) e Castrovillari (CS) (95 km). Dista 133 km da Potenza e 106 km dall'altra provincia lucana Matera. Il centro è di origine molto antica, e si hanno testimonianze di presenze umane fin dall'età del Ferro e poi di una penetrazione della cultura greca. Diventato un importante centro commerciale, venne poi conquistato dai Romani, che in località Castrovetere, a Sud dell'attuale Chiaromonte, avevano un fortino. Nell'area abbondano i toponimi romani (Castrovetere, Cotura, Maldinaso, Savino, Cozzocanino), che indicano una presenza di fattorie romane. La Cappella di S.Onofrio, attualmente in territorio di Fardella, è probabilmente derivata da un santuario pagano posto ai piedi del forte romano di Castrovetere e lungo la via di comunicazione fra la valle del Sinni e quella dell'Agri. Il centro abitato di Chiaromonte si è verosimilmente sviluppato dopo che l'antico abitato romano di Castrovetere, successivamente alla caduta dell'impero, venne abbandonato (fenomeno simile è osservabile in altre località della Basilicata: per es. l'antico forte romano di Castrum Gloriosum diede origine all'abitato di Pignola). Durante il Medioevo vi fu eretta una fortezza da parte di Normanni e Longobardi, dopo che nel IX secolo un terremoto l'aveva rasa al suolo. Subentrarono in seguito le famiglie feudatarie Chiaromonte e Sanseverino, che costruirono il castello (oggi ex-monastero) e le mura, con torri cilindriche e quadrate. L'origine del toponimo è ancora discussa. Probabilmente deriva dal latino "Clarus Mons", in riferimento alla posizione dominante, o forse in relazione all'aspetto del luogo, disboscato e quindi libero (clarus). Il paese di Chiaromonte (mascherato sotto lo pseudonimo di Montegrano) è stato il teatro dell'analisi sociologica condotta da Edward C. Banfield nel suo trattato Moral Basis of a Backward Society (Le basi morali di una società arretrata) del 1958. Lo spessore etico delle relazioni sociali dominanti in quella società hanno portato all'enucleazione dell'archetipo sociologico e antropologico del "familismo amorale". Tramandato nei secoli, ancora oggi, nonostante le molte abitudini storiche perdute, Chiaromonte si suddivide ancora in rioni. All’epoca, essere di un rione o di un altro si trasformava in una rivalità, soprattutto nelle funzioni religioni del paese. I rioni che appartenevano alla chiesa di san Giovanni, puntavano a fare oltre il limite per “vincere” contro i rioni che appartenevano alla chiesa di san Tommaso Apostolo. Questa tradizione è andata perduta col tempo, sia a causa della lunga chiusura della chiesa di san Tommaso a causa di restauri, e sia dal crescente spopolamento della zona vecchia del paese. I nomi dei rioni sono: Tempa, Timpone, Purtiello, Spirito Santo, San Pasquale, San Pietro, San Rocco, San Tommaso, Grancìa, Santa Lucia, Calvario, Mercato, Croce, Serrone, Giudea, Dietro le mura (Adderete o mure), Torre della Spiga, Alla Turr. (wikipedia). |